10 marzo 2015

Determinare la quantità di rame non–ceruloplasminico in circolo per valutare l’entità del rischio di ammalarsi di Alzheimer

Una nuova arma preventiva afferente uno dei fattori di rischio della malattia di Alzheimer permette di valutare l’entità del rischio di ammalarsi di Alzheimer con un semplice prelievo di sangue.

Ricercatori dell’AFaR di Roma coordinati dal Prof. Rossini (Direttore dell’Istituto di Neurologia del Policlinico Gemelli di Roma) e dalla Prof.ssa Squitti (biologa del Dipartimento di Neuroscienza dell’Ospedale Fatebenefratelli) ed i ricercatori dell’Università Aldo Moro di Bari coordinati dal Prof. Colabufo (Professore Ordinario del Dipartimento di Farmacia-Scienze del Farmaco) hanno brevettato il test C4D in grado di misurare la quantità di rame Non-ceruloplasminico in circolo.

Il rame è un elemento essenziale per la vita, interviene in numerosi processi fisiologici della cellula, come la produzione di energia, il trasporto dell’ossigeno, il trasporto del ferro, la produzione di cellule del sangue, la comunicazione tra cellule.
Sia un difetto che un eccesso di rame possono essere tossici, pertanto, il suo metabolismo è finemente regolato. La componente di rame non legato alla ceruloplasmina, detto Non-ceruloplasminico, è un rame altamente reattivo che circola nel nostro sangue legato a micronuitrenti. Quando eccede i valori fisiologici è tossico e aumenta il rischio di ammalare di Malattia di Alzheimer (Squitti et al., Neurol 2002; Squitti et al Neurol 2005; Ssquitti et al Neurol 2006; Squitti et al., Neurol 2009).

Il Test C4D

Il test C4D, iscritto nel repertorio nazionale dei dispositivi medico diagnostici in vitro con numero 1211662, è un test innovativo in grado di misurare la quantità di rame Non-ceruloplasminico in circolo, mediante un semplice prelievo di sangue.
Il test funziona in modo molto semplice ed è accurato e sensibile: una sonda fluorescente a spegnimento realizzata ad hoc (Ref Patent: PCT/EP2012/072063), emette un segnale che viene quantificato da un lettore e quando lega il rame cambia di conformazione interrompendo il segnale. Il cambiamento di emissione viene letto dal lettore di fluorescenza ed è proporzionale alla quantità di rame Non-ceruloplasminico presente nel campione.
Per effettuare il test C4D è sufficiente sottoporsi a prelievo ematico a digiuno presso i laboratori analisi, UVA o strutture ospedaliere affiliati.
Il test consente di identificare precocemente quei soggetti in cui un alterato metabolismo del rame potrebbe essere concausa della malattia di Alzheimer, o un fattore di rischio primario modificabile; infatti, se i valori di rame Non-ceruloplasminico eccedono i valori di normalità è possibile monitorare gli interventi che possono essere attuati per modificarli.
Specificamente, il test C4D fornisce un valore quantitativo della concentrazione micromolare del rame Non-ceruloplasminico in circolo. Se questo valore rientra negli intervalli di riferimento di normalità e quindi sotto la soglia di 1.91 micromolare, il test è negativo e, pertanto, il soggetto non è affetto dal disturbo metabolico del rame ma deve comunque rivolgersi allo specialista per una lettura approfondita del risultato.
Se invece il valore è al di fuori dell’intervallo di normalità e quindi sopra la soglia di 1.91 micromolare, il test C4D è positivo e il soggetto dovrà rivolgersi allo specialista per avvalersi degli interventi mirati a ripristinare il normale metabolismo del rame, consistenti in una dieta bilanciata ma a basso contenuto di rame o nell’assunzione di integratori a base di Zinco che aumenta la produzione nell’organismo di proteine endogene di deposito, le metallotioneine, che catturano e trattengono il rame Non-ceruloplasminico circolante, ne favoriscono l’escrezione mediante le feci, diminuendone la quantità nel sangue e quindi la tossicità.

Sul sito www.canox4drug.com sono presenti gli studi e ulteriori dettagli del nuovo metodo di indagine.

 

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